CHI SONO
Mi presento creativamente
Benvenuto a te che sei salito sul caravan. Mi presento con le parole e le immagini, gioco in casa! (anche se la sintesi non è il mio forte!).
Chi sono?
Vi faccio entrare subito nel vivo della mia passione.
Sono Cristina Bordogna, vivo a Pagnano di Merate e sono entrata da poco in una nuova fase della vita (terribile per certi versi ma decisamente fruttifera per altri) cioè ho 51 anni.

Un diamante
ho tanti volti, sfumature, ruoli e punti di vista perciò sono donna, moglie, mamma, sorella, amica, educatrice, consulente, ricercatrice, e instancabile viaggiatrice. E in continua evoluzione. Amo la poliedricità, la molteplicità, le contraddizioni, l’insoluto e il divenire inaspettato.

Un diario
amo scrivere da quando ero bambina. In una vecchia cassapanca tengo tutti i miei diari e dal 2020, sono riuscita ad averne uno sul web. Rimango però affezionata alla carta, alla penna e al taccuino moleskine!

Un libro
oltre alla lettura (ho libri dappertutto e vi lascio immaginare come è stracolmo il mio comodino) amo le storie, l’immaginazione, i viaggi, le parole, i sogni che un libro mi fa compiere. Non potrei vivere senza poesia, letteratura, fiabe, saggi, fotografie, immagini, profumi, creta, colori, acquarelli. Creare per crearsi e ricrearsi, e accorgersi che ci è anche presi cura di sé.

Un punto di domanda
sono un’instancabile amante dei processi di senso perciò amo le domande, la ricerca, sono curiosa di capire e sondare i meccanismi della psiche ma anche la bellezza del cammino umano e spirituale a cui ogni donna e uomo è chiamato. Ascolto e meraviglia sono insostituibili compagni di ogni giornata. Amo follemente la vita, tutta!

Un aquilone
cosa mi fa volare, respirare, assaporare la leggerezza? Danzare, cucinare, prendermi cura dei miei fiori, un buon calice di vino o di birra rossa, camminare, ammirare il mare, gustare le piccole cose, le rimpatriate familiari, entrare in un negozio vintage, andare per mostre, teatri e paesi, le cene che diventano agorà filosofiche. Il gatto che vorrei!

Una tavola di legno tarlato
ho imparato l’arte dell’accoglienza dai miei nonni e dai miei genitori. Ho scelto di vivere una famiglia aperta dove ogni gesto ha il sapore della semplicità, della condivisione, si nutre di incontri e di ricerca umana autentica.

La cura
di cosa non posso fare a meno? Della cura che ricevo dagli incontri. Vivo, mi nutro di relazione sia nel mio lavoro che nella vita ma nello stesso tempo adoro andare per boschi da sola o perdermi nel silenzio, in una preghiera meditativa, guardando il cielo o un fiore sul davanzale. E ovviamente scrivere o rifugiarmi nelle parole.
Ecco ho scelto una presentazione creativa come primo approccio. Ho lasciato alla penna l’onore di descrivermi. Tutto ciò che utilizzo nei percorsi che offro l’ho sperimentato su di me.
Scrivere non è solo una passione, è un’esigenza vitale ed anche la strada con cui lasciare la mia traccia nel mondo. Nel tempo, rompendo freni e paure, ho ceduto alla voce del daimon.
Scrivere cura, libera, mette ordine, destruttura, ricompone, porta luce e nuova consapevolezza. Scrivere ha amalgamato le diverse facce della mia identità professionale.
Scrivere mi ha aperto verso le molteplici forme di scrittura che amo ed uso nei percorsi che propongo (diario, lettere, autobiografia, aforismi, letteratura, poesia, arte, musica, meditazione, fiaba, racconti, haiku, interviste, biografie). E come vorrei che ognuno trovasse la propria voce, riscrivendo la vita vissuta! C’è un esercizio che spesso faccio fare. Scrivi la tua vita in 10 righe. Le mie sono poche di più.
Ecco un altro modo per presentarsi.
Chi sono? Non lo so. Mi chiamo Cristina. Sensibile, amante della vita, grata all’ universo. Abitante degli abissi, trovo respiro nello scrivere, nei libri, in ogni incontro. Cammino fuori e dentro di me alla ricerca dell’alba. Amo il mare, un buon bicchiere di vino, il cammino e danzare in compagnia. Sto imparando a dialogare con le ombre. L’Eros èl’amante che mi ha partorito più volte, fecondando il mio nome. Senza gli alberi, i fiori e un gatto non potrei stare.
Cerco di vivere il presente (nel cuore di Dio), ma sono anima inquieta, instancabile cercatrice e appassionata del cuore umano. Imparo da tutto e soprattutto dal linguaggio segreto della Vita. E dalla semplicità dei contadini, dall’ autenticità dei “fragili” della terra, di cui mi sento sorella. Il caravan della scrittura mi ha sancito ostetrica delle parole che curano, e donato, finalmente, il potere professionale e il valore di me stessa.
Di ogni immagine cerco il simbolo e il volo. Mi radico in quel centro nascosto da cui parto ogni mattina e cerco di tornare prima di sera, con il raccolto più svariato, di cui ringrazio prima di chiudere gli occhi. Qui la solitudine e il vuoto sono donne sagge da cui farmi amare. Ascolto il dialogo profondo, il mistero e il dolore come messaggeri di perle e di saggezza. Abito i dubbi e le contraddizioni, sapendo che l’unità si compone di molteplicità, fortunatamente. E le domande sono la miglior chiave per aprire i cammini.
Mi alleno a lasciare andare un pezzo di pelle morta e fare spazio al nuovo, con fiducia, non è facile cambiare, evolvere, ma diventa necessario. Mi sento dentro un flusso d’ Amore, di cui cerco di mettermi a servizio. Mi riposo ogni tanto in una preghiera. E guardo le stelle, con le lacrime agli occhi. Credo che ognuno di noi è un capolavoro, ogni vita è possibilità verso il compimento della nostra unicità, sapendo che ferite, blocchi, traumi e intoppi hanno il loro inconfessato ruolo nel processo del divenire “se”.
Per questo desidero far scoprire il valore dello scrivere: sarà l’arte a salvare l’umano. Vibro e tremo per ogni atto d’ amore. Sento spesso i traumi del mondo ma oggi rispondo vivendo pienamente ogni attimo e mi perdono con una risata, una poesia sussurrata, l’amore di un folle e un ballo gitano in piena notte”.
Il mio curriculum vitae
La seconda presentazione non è meno importante: il curriculum vitae.
Posso offrire consulenza e accompagnamento perché ho investito diversi anni di lavoro personale su di me, quella formazione che diventa innanzitutto autoformazione (che non può mai dirsi conclusa) sia come educatrice professionale sia come formatrice autobiografa. Quello sperimentare continuo, una supervisione permanente, rielaborare, apprendere, ascoltarsi, curare la propria storia, mettersi in gioco e rileggersi, confrontarsi con maestri e poi tradurre un metodo personale, a partire da una originale professionalità.
Sono grata a tutti i percorsi formativi, ai maestri incontrati, ai progetti sperimentati; piano piano si è fatta strada dentro di me l’immagine chiave, che racchiude il progetto formativo Il caravan della scrittura, ad oggi la forma evolutiva della mia identità educativa, la proposta professionale con cui desidero diffondere il valore terapeutico, creativo, trasformativo della scrittura in ogni sua forma, attraverso laboratori a tema, consulenze personalizzate, formazioni tematiche, presentazioni di libri, eventi culturali.
La mia storia professionale in pillole
Una lunga gestazione
…Quando si dice che certe imprese hanno bisogno di preparazione…

Crisi
Era il lontano 2006 e stavo attraversando un periodo difficile (una delle mie molteplici morte e rinascite). Avevo forti attacchi di panico e mi decisi ad andare in terapia. Ero già educatrice. Un amico mi parlò di Duccio Demetrio, dell’università Bicocca e di come la scrittura poteva centrare con la cura. Sostenuta dalla mia psicologa mi iscrissi a quel Corso di Perfezionamento in “Consulente in scrittura autobiografica e autoanalitica nelle relazioni d’aiuto”. Mai avrei immaginato che stavo aprendo una nuova porta sul mio futuro umano e professionale.

Formarsi
Fu amore a prima vista. Per anni viaggiai su due binari. Una formazione permanente rispetto all’utilizzo dello scrivere (corsi su poesia, letteratura, filosofia, autobiografia, scrittura terapeutica, fiabaterapia, libroterapia, scrittura creativa, narrazione, haiku, lettura ad alta voce, caviardage, soulCollage). E un lavoro continuo su me stessa, per curare il mio sabotatore interiore vestito di insicurezza, ansia e disistima e nutrire invece quella passione, competenza e professionalità che sentivo essere sempre di più ciò che volevo fare nella vita.

Ascoltarsi
Anni a lavorare sulla relazione, le dinamiche di conflitto, l’ascolto attivo, le ferite, il valore della propria storia. All’ottica pedagogica e psicologica aggiunsi un sapere più esistenziale, filosofico, creativo. Scrivere, creare, rielaborare e divenire iniziava a definirsi come un nuovo metodo di lavoro e di cura. Il tutto attraversando la vita familiare, il progetto di Casa Nicodemo, il lavoro al Centro Diurno Disabili.

Provarci
E un bel giorno, spronata da mio marito, realizzai un laboratorio di scrittura autobiografica, il prima passo reale per mettermi alla prova: davvero sarei riuscita a vivere di scrittura? Davvero era quello che volevo fare? Davvero scrivere è cura? Davvero creare è trasformazione?
10 Marzo 2020. Arrivò il Covid e quel tempo chiusa in casa, quella paura di morire (perché ero già infetta e feci 3 settimane a letto con dolori muscolari lancinanti e il terrore di essere in percolo di morte) e quelle lente e lunghe giornate fecero spazio al desiderio profondo.
19 Marzo 2021. I miei 50 anni chiusa in casa ancora per il Covid. Mi faccio un regalo. Sogno il mio futuro con la scrittura. In un gioco di parole esce un’immagine simbolo: “Il caravan della scrittura”. Per una sinergia di incastri astrali quel giorno chiamo Bettina Baldassari, una famosa illustratrice e donna di anima fine e artistica, mi risponde e mi regalo il mio sogno in un quadro, che lei creerà per me. Ci metterò ancora dei mesi per tornare al lavoro e chiedere l’aspettativa ma ormai le acque erano rotte, furono i miei mesi di gestazione.
1 Settembre 2022. Il sogno diventa realtà. Il mio caravan ha iniziato il suo viaggio ed ora, comincia l’avventura e il cammino si apre camminando.
Laboratori online
Scrivere è un atto di coraggio e libertà. Nei laboratori online trasformiamo vissuti, silenzi e intuizioni in parole vive, racconti, pennellate poetiche.
PERCORSI FORMATIVI
La scrittura, quando è accompagnata, diventa strumento di trasformazione reale.
