26 Mag 2020

immaginando il mio incontro con la scrittura terapeutica

È mezzanotte, il webinar sulla scrittura terapeutica organizzato da Faber Formazione è concluso da qualche ora. Ho un impellente bisogno di scrivere. Grazie Sonia per l’aperitivo succoso e stimolante. La conduttrice Rosanna ha posto le domande giuste. Superato l’ostacolo dello schermo, che sta diventando un nuovo amico grazie al quale coltivare la mia passione per lo scrivere (e l’accompagnare altri a questa arte), ho ascoltato con interesse, preso appunti e accogliendo con piacere la consegna finale di scrivere ciò che l’incontro aveva provocato in me. Serbo nel cuore il desiderio di iscrivermi al corso come spazio formativo e di supervisione della pratica, in questo oggi in cui sto prendendomi cura del mio sogno, la carovana delle parole, affinchè possa realmente diventare la mia nuova realtà professionale. O forse lo è già (gli ultimi laboratori condotti on line sono stati una conferma commovente), devo solo armarmi di coraggio e pazienza, e la strada si apre camminando!!!

immaginando il mio incontro con la scrittura terapeutica

La scrittura va praticata per capirla

Inizia tu ad immergerti in questo strumento. Vivilo, attraversalo, provalo, sperimentalo. Fallo entrare nelle tue vene. Fa che sia chiave, scalpello e olio. Sorprenditi, grida, piangi, accarezzati, svelati, lasciati guardare. E tutto con una penna in mano e un foglio bianco pronto ad accogliere ogni tuo atomo di storia.

Il conduttore nudo ti accompagna a spogliarti

Entra nella stanza. C’è qualcuno ad attenderti. Con olio di rosa e parole impregnate di vita masticata, facilita e sostiene l’inizio del tuo viaggio. Ti prende per mano. Si mette accanto. Attende. Usa silenzi e indica segnali, seguendo una mappa, un metodo ben consolidato. 

Nulla spinge se tu non vuoi.

Il ritmo lo dai tu.

I tempi li decidi tu.

Le svolte le aprirai tu.

Scoprirai di avere vicino non solo una guida ma anche una consigliera. Quella sarà la tua penna. Fedele e saggia, non ti condurrà nel baratro. Se i tempi non sono maturi perché tu possa ascoltare una verità, saprà attendere con fiducia. Eppure sarà anche bisturi e spada quando nel mistero della tua resa, avrai lasciato spazio alla forza della tua anima. Succederà, credimi, non potrai conoscere ora e giorno, ma la pazienza, la costanza ed il coraggio che metterai incontro dopo incontro, saranno ripagate in attimi di rivelazione.  Si la tua penna è un passepartuot del profondo, è un corridoio collegato alla stanza segreta che forse non sapevi neanche di avere. La penna galoppa la mente e poi spazia verso le praterie dell’inconscio e li falcia maschere e false voci ed apre porte su significati che mai avresti pensato di toccare anche solo sfiorare. La penna lo farà a volte ancor prima che tu ne sia consapevole. Sarà lei ad operare in te il risveglio. E li scoprirai di avere un coraggio e una forza mai incontrata prima. Ti presenterà il dolore e la sofferenza, due suoi amici di lunga data, che imparerai a conoscere. Insieme alle lacrime saranno un vero balsamo, di più un unguento magico per trasformare ferite in feritoie. Sorgerà l’alba dentro quei tagli, dovrai ricrederti e ringraziare il miracolo della consapevolezza, che la parola avrà iniziato in te.

È il gruppo che rinforza, crea sinergia

Sei entrata nel bosco finalmente. Non sei sola. Guardati attorno. A fianco ti ritrovi dei compagni di viaggio. Scoprirai passo dopo passo di essere legata a loro come a dei fratelli e a delle sorelle, molto più di come ti eri immaginata. E’ la ferita che vi avvicina. Parlate tutti la stessa lingua. Eppure ognuno ha la sua storia sacra. Ti troverai allo specchio. In alcuni scritti dell’altro sentirai l’eco di dolori che conosci. Accoglierai carezze inaspettate. Alcune parole risuoneranno come una spinta, come doglie di un parto. L’ascolto dell’altro sarà un altro dono del cammino. Accogliendo e sostenendo la discesa agli inferi di ognuno di loro, ti scoprirai a farlo anche tu, a farlo con te, a farlo anche grazie a loro. E certi sguardi ti partoriranno. Mettere in tavola le proprie storie segrete creerà un’intimità inaspettata. La paura inizierà a sedersi per terra e non darti più fastidio e il bisogno di difenderti sarà sempre meno così che toglierai delicatamente strati di pelle e protezioni antiche. Il giudizio si frantumerà sotto i tuoi occhi o come un demone impazzito si scuoterà fino a rimanere senza vita. Scorgerai finalmente la luce dentro il marcio, raccoglierai perle dal tuo stesso letame, riscoprirai quella voce antica, quella su cui hai costruito maschere e protezioni per non soccombere. La voce della tua anima, che mai ha smesso di palpitare in te, immune da schiaffi, falsità e condizionamenti. Farai esperienza che proprio dentro la tua fragilità esposta tra mani sicure, abita il tuo sé più genuino. Di più, sarà proprio lo sguardo di questi viandanti a divenire una benedizione creativa. L’un l’altro ci si vestirà di un abito bianco, si dispenseranno parole autentiche e abbracci di penna. E finalmente si spezzerà l’incantesimo della chiusura, si allenteranno le resistenze che ti tenevano al riparo da verità immaginate e vestite come mostri e tiranni: come un infante, incontro dopo incontro, sentirai la voce dell’amore sussurrarti poemi e poesie, quelle che hai sempre amato, così vicine al tuo sentire. Sarà un dolore soave scoprire che la tua voce, il tuo volto, il tuo cuore erano barricati proprio dentro quei cocci, quelle squame che piano piano lasciavi sulla carta.

Cosa accadrà in questo tempo?

Il miracolo della rinascita. Al termine del viaggio il dono sarà sorprendente, inimmaginabile. Sarai diventata madre e padre di te stessa, scoprendoti la tua prima amante, condizione necessaria per accogliere ogni altro Amore. Non più elemosinatrice di stima ma responsabile di te, capace di cura e di talenti nascosti. Sguardo nuovo, cicatrici in via di guarigione, nuovi sensi su scelte e accadimenti della tua storia passata, desideri che diventeranno semi, punti di vista diversi che ti leveranno fardelli e muri psichici, avrai lasciato vecchie abitudini (giochi e ruoli direbbe l’amato Rogers) e ri-imparato un’arte interiore per leggere dietro gli eventi. Toccherai con mano che la chiave di tutto il viaggio sarà quella di essere riuscita ad abbracciare te stessa, a perdonare il Mistero della tua esistenza, a perdonarti. A cascata poi in questo atto di salvezza saranno coinvolti tutti i protagonisti delle tue lettere. Ecco che tornerà a fluire l’energia vitale in te perché perdonandoti avrai liberato la tua anima. Si, La tua anima non sarà più una sconosciuta, imparerai a cogliere la sua voce e a lasciarti condurre dal suo charme, fidandoti che è portatrice di tesori e di meravigliosa bellezza. E tra le mani, con stupore e gratitudine e le immancabili lacrime, scorgerai il tuo nuovo nome. Sei rinata alla vita, hai liberato le acque salvifiche, che hai sempre portato in te, o che forse proprio grazie ad ogni singolo accadimento dei tuoi giorni, si sono trasformate in humus fecondo. Alla conclusione del percorso, ciò che ti sembrerà la fine, si rivelerà un nuovo inizio, con un plico di lettere in mano: il tuo nuovo elogio alla vita. Sei pronta per donarti al mondo, più consapevole, più autentica, più bella.